13 dicembre, il giorno di Santa Lucia – Occhi di luce, che brillano nell’anima
Il 13 dicembre … è così tanto atteso, e ricordato da molti, anche per essere il giorno di Santa Lucia.
Celebrato in molti paesi (prevalentemente nella regione della Scandinavia), la storia di questa particolare festività trova in realtà le sue lontane origini qui da noi in Italia.
Poco dopo il 300 d.C. l’imperatore di Roma, Diocleziano, aveva la volontà di eliminare il culto cristiano che stava sempre più crescendo all’interno del grande impero.
Poiché egli riteneva che essi rappresentavano una minaccia (in quanto erano in diretto conflitto con il tradizionale culto romano), Diocleziano emanò quattro editti contro i cristiani, che portarono a persecuzioni e sacrifici collettivi nei loro confronti.
Durante le successive generazioni furono poi scritti molti testi, che raccontavano le storie dei cristiani che subirono morti orribili a causa delle loro convinzioni di fede durante quel periodo storico, conosciuti come “Atti dei Martiri”.
Una tra quelle tante martiri, fu proprio Santa Lucia.
La storia (o forse la leggenda) racconta che nell’anno 304 d.C. una ragazza di nome Lucia viaggiò dalla sua casa, che si trovava a Siracusa, fino al santuario di Sant’Agata a Catania.
Arrivata lì, Lucia pregò per sua madre che era da diversi anni molto malata, addormentandosi poi dalla stanchezza.
In una visione le apparve così Sant’Agata, annunciandole che sua madre era guarita.
Al suo ritorno a Siracusa, scoprendo che questa cosa fu vera miracolosamente, Lucia decise di fare un voto di verginità per tutta la vita, iniziando anche a donare tutte le sue ricchezze ai poveri.
Ma, quando Lucia si oppose all’uomo al quale era stata promessa (dicendo di avere trovato in Dio una persona più nobile e migliore di quest’uomo), egli decise consapevolmente di denunciarla come cristiana alle autorità governative.
Portata davanti a un giudice, lui la condannò ad essere portata in un bordello, dove in segno di sfregio avrebbe sicuramente perso la verginità.
Ma quando i cattivi vennero per trascinarla via, lo Spirito Santo discese miracolosamente su di lei
e la rese molto pesante, fino al punto di non poter essere nemmeno spostata.
Non fu possibile, né con più uomini, incantatori, corde e buoi.
Tutti urlavano, ma lei rimaneva sempre ferma, come una roccia, senza muoversi.
Il giudice ordinò allora che fosse bruciata viva, ma sebbene le fiamme infuriassero intorno a lei,
Lucia non bruciò, continuando a profetizzare agli altri di Cristo.
Colpita purtroppo dai cattivi, ella infine morì, spirando ancora vergine.
E divenne, successivamente nel tempo, la patrona di Siracusa.
Questo, si racconta, fu il più probabile inizio della storia di “Santa Lucia”.
Il giorno santo assegnato a Lucia fu il 13 dicembre, scelto perché nel calendario giuliano quello era il solstizio d’inverno:
il giorno dell’anno con meno luce solare.
Il nome Lucia deriva infatti dal latino “lux”, che significa: luce.
L’associazione di Santa Lucia con la luce fu ulteriormente rafforzata da diverse aggiunte successive alla sua storia,
apparse centinaia di anni dopo la sua morte.
Secondo quelle versioni, gli occhi di Lucia erano talmente così belli che i giovani ne rimasero abbagliati ed affascinati.
Il che rappresentava un grosso problema per una ragazza con il voto di verginità.
La leggenda racconta che, poiché erano causa di tentazione dal “diavolo” (rappresentato dagli uomini, che erano un pericolo per lei), Lucia si strappò gli occhi con un paletto di legno, ponendoli su un piatto.
Santa patrona della vista e della luce, Lucia è stata da sempre fonte d’ispirazione per poeti ed artisti.
(la devozione popolare la raffigura infatti con gli occhi sul piatto e lo sguardo al cielo)
Molti di voi si chiederanno magari ora, ma come fece una santa siciliana ad arrivare poi fino nei paesi scandinavi,
in particolare in Svezia?
C’è una stretta connessione della figura di Santa Lucia con il popolo svedese, perché il 13 dicembre era già una data significativa per loro, molto prima che arrivasse il cristianesimo.
Per le persone che vivono così vicino al circolo polare artico, il solstizio d’inverno è da sempre molto significativo.
Era la notte più buia di tutto l’anno ed il ritorno del sole doveva poi essere celebrato con luci e banchetti di gioia condivisa.
Scelsero perciò una Santa cristiana “celebrata con la luce” nella notte più buia dell’anno, esattamente nel giorno in cui si svolgeva nello stesso periodo comunque la tradizione locale della luce e della festa.
Tracce di scritture svedesi riportano al 1764, quando un viaggiatore scrisse di una signora vestita di bianco con una cintura intorno alla vita e grandi candele in testa che entrò in una locanda con in mano molte cose buone da mangiare.
Da lì in poi, quella sarebbe diventata un’usanza ripetuta ed una grande tradizione in crescita:
13 dicembre, il giorno più importante in molti paesi scandinavi!
Durante il nazionalismo, nel 19° secolo, le persone in tutta Europa volevano celebrare qualunque fossero le loro usanze locali, soprattutto quelle del periodo natalizio.
Travestirsi perciò da “Lucia” e vagare di casa in casa per portare prodotti da forno, caffè o bevande alcoliche era diventato un passatempo popolare per i giovani adulti svedesi.
Nel 20° secolo le scuole ed i comuni locali in Svezia iniziarono perciò a promuoverlo sempre di più.
Lucia veniva così interpretata da una giovane ragazza del paese, scelta appositamente ed accuratamente per il ruolo.
Ancora oggi, così come allora, le ragazze che rappresentano “Santa Lucia” vengono riconosciute mentre indossano un abito bianco ed una fascia rossa, con sulla sua testa una corona di candele. (vere o finte)
La leggenda racconta altresì che questo insolito copricapo sia dovuto al fatto che Lucia stessa indossava una corona del genere quando visitava i cristiani nascosti nelle catacombe.
Aveva ovviamente bisogno di portare luce là sotto, ed indossare le candele sulla testa le lasciava le mani libere per offrire il cibo e le provviste di cui le persone avevano tanto bisogno.
Di solito, “Santa Lucia” guida il corteo, e le altre ragazze la seguono, anche loro vestite di bianco, ma con solo una candela in mano al posto della corona.
Ogni giovane ragazza in Svezia vorrebbe essere “Lucia” durante le feste celebrative, per questo (per evitare inevitabili sentimenti di invidia), spesso viene scelta mediante un sorteggio casuale, nel tentativo di mantenere così un migliore spirito natalizio.
Tutti cantano insieme durante la processione, credetemi, è un momento magico da vivere.
Uno dei dolcetti locali più comuni da servire nel giorno di Santa Lucia, sono i Lussekatter, che sono dei panini svedesi allo zafferano attorcigliati in una forma che apparentemente sembrano degli occhi. (per rappresentare Santa Lucia che coglie i suoi)
Lo zafferano non solo conferisce ai panini dolci lievitati un colore giallo dorato, che ricorda il lume di candela, ma è anche molto prezioso e celebrativo in quanto è la spezia più costosa al mondo.
HIGHLIGHTS
Venite a scoprire insieme a me
la storia antica e la particolare tradizione della festa di Santa Lucia!
Una celebrazione della luce e della speranza nei giorni più bui.
Vi invito a seguirmi e ascoltarmi fino alla fine dei miei tanti racconti:
Attraverso lo storytelling delle mie molteplici esperienze!
– Maurizio –
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