Marcus Scott, in concerto al New Daisy Theatre (Memphis, TN)
Photo © Maurizio Di Bella

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sono rientrato da pochi giorni da un proficuo viaggio di lavoro nei miei amatissimi States.

Voglio condividere con tutti voi, anche qui dal mio Blog Esperienziale,
un mio personale reportage, per coinvolgervi con alcune mie impressioni
su questa mia nuova attraente esperienza nel “South USA”!

1° Giorno – Birmingham, AL

Sono partito da Milano MXP, con un volo Delta Air Lines via Atlanta, destinazione finale:
Birmingham in Alabama.

Hartsfield-Jackson Atlanta International Airport (ATL)
Gli stessi altoparlanti vi ricordano con piacere: “Welcome to the busiest airport of the world”:
è talmente grande, che solo di rullaggio ci abbiamo messo 10-15 minuti quasi!
La sorpresa positiva è stata invece che, proprio perché questo è la base principale della DL
(e quindi presumibilmente riescono a gestire gli afflussi)
ai controlli TSA ai passaporti ci ho messo credetemi meno di 2-3 minuti di attesa!
(la prima volta, non si scorda mai, ahahah!)
Scherzi a parte, ho notato molto efficiente la gestione dei controlli.
Bagagli arrivati in meno di 10 minuti, a tutto il nostro gruppo.
Ed inoltre una cosa da ricordare è il treno interno che collega i 7 diversi Terminals dell’aeroporto.
(dal F che era il mio al B, per andare al gate del secondo volo, ci ho messo meno di 5 minuti).

Il trasferimento dal Birmingham-Shuttlesworth International Airport (BHM), per arrivare nel quartiere di Downtown Birmingham, dove mi trovavo, sono sì e no 10 minuti.

L’hotel in cui ho dormito è il The Kelly Birmingham, Tapestry Collection by Hilton.
E’ un 4 stelle, situato a circa 1 km dalla University of Alabama-Birmingham, in una zona che offre diverse opzioni di ristorazione relativamente a non molta distanza.
La struttura è “particolare” direi.
E’ costruito in un vecchio edificio storico (l’esterno ne ha ancora l’aspetto originale) che una volta era la ex sede del Commerce Center.
(qui dentro vi furono nei molti anni passati una grande banca, ad alcuni piani una caffetteria con taproom,
e nel corso del tempo altri uffici o varie attività commerciali).

Come la maggior parte dei Tapestry Collection di Hilton (una linea di hotel che definirei con personalità uniche e vivaci),
anche il “The Kelly” non fa eccezione … già il tappeto alla reception che vi accoglie con la frase
I Am F@#king Sweet … dovrebbe farvi capire un po’ l’atmosfera.
Nelle parti dei corridoi, proprio per il fatto del recupero e mantenimento delle vecchie tradizioni, è molto presente il marmo beige con i colori grigi alle pareti
(che a me non ha fatto impazzire, come mio primo impatto da cliente, ammetto) …
poi però, entrando nelle camere, devo dire che l’utilizzo di molto colore bianco le fa apprezzare.

Le camere hanno un arredamento tutto sommato semplice, ma sono molto spaziose sì e con tutti i comfort essenziali.
Tra l’altro, con vetrate su più lati, per offrire a seconda della loro posizione comunque sia delle interessanti viste sulla città.

L’hotel è anche dotato di un ristorante (non molto grande, sono un po’ lenti nel servire, ma il cibo è buono),
e di un piacevole cocktail bar con sgabelli e divanetti situato dopo la reception, per allietare piacevoli momenti di conversazione ed incontro.

       

2° Giorno – Birmingham, AL

Abbiamo finalmente iniziato a visitare Birmingham, AL
ed i suoi dintorni.

La città presenta una scena gastronomica in ascesa, sicuramente da provare, partendo da alcuni tra i migliori barbecue del South fino alle influenze dei ristoranti di diversi chef stellati.
Fino dalla sua fondazione, per la gran parte del suo tempo, Birmingham è stata uno dei più importanti “centri industriali” del South, del quale si vedono ancora i segni.
Il suo elevato ritmo di crescita, fino ai primi anni del 1900, le valse per questo l’attuale soprannome di The Magic City.”
Questa è l’area metropolitana più grande dell’Alabama, con oltre 1 milione di abitanti.
Anche se forse a primo impatto devo essere onesto con voi a me sembrerebbe il contrario, se diciamo cercato con un po’ di attenzione il divertimento è comunque sia presente.
In città sono presenti cinque quartieri di intrattenimento nel centro della città, ed anche City Walk BHAM, che si estende per 10 isolati.
Questo nuovo ultimo spazio civico destinato al rinnovamento della rete stradale e sociale della città rappresenta direi un po’
la riparazione culturale di una spaccatura di lunga data nel tessuto culturale della città di Birmingham.
Un luogo di ritrovo e socializzazione comune.

Al mattino ci siamo recati al Vulcan Park & Museum, che si trova a 5 km dal centro città.
La cosa più iconica qui è Vulcan, la statua in ghisa più grande del mondo.
Dedicata a Vulcano, il dio romano del fuoco e della forgia, qui si trovano piccole esposizioni che forniscono informazioni sulla geologia, la storia e la crescita industriale di questa regione,
in particolar modo sull’importanza della ghisa nello sviluppo economico della regione.
La cosa piacevole è che ci troviamo in cima alla Red Mountain, in mezzo ad un parco pieno di alberi, che domina così dall’alto delle splendide viste della città di Birmingham.

Le due tappe successive, sono quelle che mi hanno toccato profondamente nel cuore, che mi hanno dato un senso diverso,
mi hanno fatto riflettere davvero molto,
e che ritengo meritano e giustificano in assoluto prima di ogni altra cosa, una visita a Birmingham, in Alabama.
Mi sono commosso.

Ci troviamo in quello che io vi definirei il Ground zero per il movimento americano per i diritti civili,
in una zona che con ben 7 siti è stata dichiarata per questo monumento nazionale.

La 16th Street Baptist Church.
Fondata nel 1873, è una parte significativa del distretto per i diritti civili di Birmingham.
La chiesa rinnovata è il luogo del famigerato attentato del 1963 che uccise 4 ragazze e portò la condanna mondiale della violenza razziale.
Quella tragedia in particolare ha rappresentato un importante punto di svolta nella protesta per i diritti civili a Birmingham ed è diventata un grido di battaglia per l’unità in tutto il paese.
Proprio qui, il pastore Martin Luther King Jr., leader della comunità nera, fece molti dei suoi importanti discorsi,
per ascoltare e rispondere ai bisogni della sua popolazione,
diventando un loro vero fondamentale punto di riferimento.

Il Birmingham Civil Rights Institute.
Affiliato alla Smithsonian Institution, è un centro di ricerca culturale ed educativo che promuove una comprensione globale dell’importanza degli sviluppi dei diritti civili,
partendo da Birmingham fino al resto della nazione americana.
Uno spazio per me necessario: per l’educazione, la riflessione, la ricerca e la guarigione.

Qui i visitatori possono sperimentare la rappresentazione di una “città segregata” negli anni ’50, vedere da vicino una replica di un autobus dei Freedom Riders e persino la porta della cella della prigione da dietro la quale il Dr. Martin Luther King Jr. scrisse la sua famosa “Lettera dalla prigione di Birmingham”.
L’istituto ospita anche un vasto archivio di documenti del Movimento per i diritti civili e quasi 500 storie orali registrate relative a quel periodo storico e culturale, oltre a mostre itineranti sulle Freedom Rides, sulle marce da Selma a Montgomery, sull’attentato alla chiesa battista della 16th Street, ed anche celebrazioni annuali in date importanti come il Martin Luther King Jr. Day e il Black History Month.

Prima di pranzo ci siamo recati al Barber Vintage Motorsports Museum.
Questo è il museo motociclistico più grande del mondo!
Con la sua “architettura creativa” a dir poco unica e la grande attenzione ai dettagli, il museo ospita oltre 1.600 motociclette che abbracciano oltre 100 anni di produzione.
Inoltre qui è presente una pista di corse polivalente, di oltre 4 chilometri quadrati, sulla quale vengono effettuate numerose gare di sport motoristici,
insieme a vari eventi di track day e la sede della Porsche Driving School nordamericana.

Per il pranzo ci siamo recati al Pizitz Food Hall, non molto distante dal quartiere del nostro hotel.
E’ un’area di ristorazione al coperto accessibile al pubblico, con due ristoranti, ma soprattutto con diversi venditori di cibo indipendenti.
Qui trovate bancarelle che offrono piatti multietnici della cucina, dal Vietnam all’Etiopia, dal Messico al Nepal, oltre a specialità come hamburger, biscotti e waffles.
Io mi sono preso un ottimo pokè di tonno … slurp.

Per visitare alcune attrazioni abbiamo utilizzato il “All-In-One Attraction Ticket for Birmingham”.
Questo comodo unico biglietto dà la possibilità di accedere a tutte queste attrazioni, sia nel centro che fuori dalla città:

16th Street Baptist Church
Alabama Sports Hall of Fame
Barber Vintage Motorsports Museum
Birmingham Civil Rights Institute
Birmingham Zoo
Heart of Dixie Railroad Museum
Historic Bethal Baptist Church
McWane Science Center
Oak Mountain State Park
Southern Museum of Flight
Vulcan Park and Museum
Birmingham Botanical Gardens
Negro Southern League Museum
Sloss Furnaces National Historic Landmark

Nel mio poco tempo libero ho voluto visitare anche il Negro Southern League Museum (NSLM).
Questo museo racconta la storia del baseball afroamericano in America, attraverso gli occhi di Birmingham, e presenta la più grande collezione di manufatti originali
del baseball della Negro Southern League negli Stati Unitil.

Prima di cena abbiamo fatto un City Brew Tour.
Con 15 diversi birrifici artigianali è possibile scoprire lo spirito di Birmingham, assaporando i sapori delle miscele uniche che producono qui nel South,
attraverso anche un curioso tour guidato dietro le quinte che abbiamo fatto all’interno del birrificio (Cahaba Brewing Company), per raccontarci da vicino tutti i processi di produzione della birra.
Ci hanno poi fatto assaggiare 5 diverse birre da loro prodotte:
Ho fatto questo sacrificio, beh solo per voi, eheheh.

Abbiamo infine poi cenato al ristorante Ocean, situato nel quartiere di Five Points nel Southside di Birmingham.
Votato da molti come miglior ristorante della città, in un’atmosfera contemporanea, offre in particolar modo ottimo pesce fresco, frutti di mare,
ed un filet mignon che ho trovato davvero gustosissimo.

       

3° Giorno – Huntsville, AL

Abbiamo lasciato Birmingham,
e ci siamo diretti verso la città di Huntsville, AL.

Huntsville si trova nella parte nord dello stato, e mostra l’eredità della prima città anglofona dell’Alabama, i conflitti della guerra civile americana ed i risultati innovativi degli scienziati missilistici americani.
La città è soprannominata “Rocket City USA” per il suo stretto legame con le missioni spaziali statunitensi,
per la quale Huntsville è stata molto importante nello sviluppo della tecnologia spaziale sin dagli anni ’50.
La downtown di Huntsville si sviluppa intorno al Big Spring International Park, formato da una sorgente naturale,
motivo che ha portato all’antica fondazione della città.
Ho apprezzato molto l’Old Town Historic District, che conserva splendidamente case storiche risalenti dalla metà del 1800
fino a circa metà del 1900.
Passeggiare tra vecchie case con mattoni a vista o con le tipiche colonnate antebellum, nelle quali si inseriscono armoniosamente ristoranti e negozi vintage, dà una sensazione davvero piacevole.
Anche la downtown di Huntsville devo dire che sorprende, per chi come me è arrivato qui senza grandi aspettative.
Pulita, ordinata, vivace.
Dalla piazza storica, ai marciapiedi ombreggiati, dal Big Spring Park con centinaia di alberi illuminati a festa alle zone di passeggio vicino al canale che interseca la città,
con molte possibilità di ristorazione di livello molto buono.
Qui ho visto moltissimi giovani in giro.
Da segnalarvi appunto i suoi 5 Arts & Entertainment Districts, quartieri specificamente designati per animare le aree urbane di Huntsville con eventi culturali, attività all’aperto ed intrattenimenti vari.

In mattinata siamo andati a visitare lo U.S. Space and Rocket Center.
Un posto particolare, adatto non solo ai bambini, ma anche ai grandi e appassionati.
Qui è possibile ammirare meglio quella che è stata la storia dell’esplorazione spaziale, attraverso percorsi liberi, mostre interattive e visite guidate
sia da esperti della NASA che persino anche talvolta da alcuni veri astronauti.
Potete scoprire da vicino un autentico razzo lunare Saturn V, uno dei soli tre in mostra al mondo, lo sviluppo e l’evoluzione del programma Space Shuttle verso la Stazione Spaziale Internazionale
e tante informazioni sulle ultime innovazioni della NASA.
Splendide ed interessanti le esposizioni dei manufatti originali del programma spaziale americano.
Oltre alle mostre espositive, da segnalare anche i simulatori dei viaggi spaziali, gli spettacoli INTUITIVE® Planetarium, e soprattutto anche la possibilità dei programmi settimanali “Space Camp”,
con pernottamenti in sede, aperti a singoli e persino famiglie intere.
Basandosi sulle attività dell’addestramento degli astronauti della NASA si concentrano sul lavoro di squadra e sulle capacità di leadership.
Anche se un po’ costoso, comunque sia un’idea interessante.

Successivamente, siamo andati a visitare i Botanical Gardens di Huntsville.
In un’area grande circa 47 ettari si può passeggiare lungo percorsi naturali, tra prati erbosi, sentieri boschivi, habitat acquatici, piacevoli collezioni floreali ed anche una grande casa delle farfalle.
Un luogo tranquillo, dove ritrovare serenità all’ombra fresca degli alberi, circondati dai suoni della natura.
Non solo fonte di conservazione delle piante, ma anche direi di educazione per i più piccoli.

Lowe Mill Arts and Entertainment.
Questo posto mi ha affascinato per la sua particolarità!
Ospita la più grande struttura artistica privata negli Stati Uniti, con ben oltre 200 artisti attivi.
Il suo fascino per me inizia proprio dal suo un edificio storico, che un tempo era un’importante grande industria tessile.
Oggi è stato riconvertito in un fiorente centro artistico, preservando il suo charme industriale, ma offrendo al tempo stesso un’atmosfera unica ed eclettica.
Ogni studio e spazio espositivo ha diciamo il suo carattere e il suo stile, rendendolo così un luogo unico, perché appunto diverso dagli altri.
Qui i visitatori possono esplorare una vasta gamma di forme d’arte, tra cui pittura, scultura, ceramica, fotografia, musica, danza, teatro e altro ancora.
È un ottimo posto per immergersi praticamente in prima persona nella creatività e nel processo artistico.
Dalle opere d’arte uniche ai prodotti fatti a mano, mostre d’arte ai concerti di musica dal vivo, alle produzioni teatrali e ai laboratori, c’è sempre qualcosa da scoprire al Lowe Mill A&E.
La parte più interessante poi è l’opportunità di interagire con la comunità artistica locale.
Fuori dal comune, a me è piaciuto moltissimo ad esempio il Cigar Box Guitar Store, nello Studio 106 (tra i pochissimi al mondo così).
Costruite letteralmente con le scatole di sigari, questo posto offre una selezione di oltre 40 tipologie di chitarre, con design unici ed accattivanti, che possono essere suonate sia acustiche o elettriche.
La lezione di chitarra che abbiamo fatto, suonando tutti insieme in gruppo ognuno con la propria, è stata poi davvero una splendida esperienza!

Nella Old Town di Huntsville ci siamo fermati allo storico negozio di ferramenta Harrison Brothers.
Una tappa imperdibile, da consigliare assolutamente ai nostri clienti.
Questo negozio, che fu fondato nel 1894, conserva ancora i suoi arredi storici originali ed offre merce che riflette al meglio quell’idea che nell’immaginario abbiamo tutti noi del “Made in America”,
con una selezione di arte e artigianato raffinato, giocattoli per bambini, cibi gourmet, libri ed altri articoli da regalo.
E’ un’esperienza di shopping dove vengono preservate la storia, la tradizione e il servizio al cliente.

Prima di cena abbiamo fatto il check-in al Drury Inn & Suites Huntsville,
che si trova ubicato dall’altro lato della strada di fronte allo Space & Rocket Center.
Un buon tre stelle superior che ha camere molto spaziose (la mia è una Two Queen Beds, e devo dire che avanza ancora molto spazio), ben arredate.
Non essendo ovviamente un quattro stelle, da segnalare comunque il free breakfast, ma soprattutto la piscina interna riscaldata, che ho visto essere molto apprezzata dagli ospiti presenti.

Particolarissima è stata la visita al Campus No. 805.
un luogo di intrattenimento ed eventi vari, con il principale birrificio artigianale locale (Straight to Ale).
Si trova nell’edificio di una ex scuola pubblica, con un recupero architettonico che io ho trovato davvero fenomenale,
e che unisce il fascino di attraversare i corridoi con gli armadietti e le vecchie aule (che riporta alla mente le scuole americane che abbiamo visto nei tanti films),
in un luogo dove ora ci sono intrattenimenti per ogni età.
Qui potete prendervi una birra artigianale, seguire un corso d’arte, lanciare asce, giocare a golf virtuale, assaggiare piatti locali, cantare al karaoke, prendere una lezione di ballo da sala, farvi un tatuaggio e persino scoprire uno speakeasy nascosto … cool!

Abbiamo infine cenato al Rhythm on Monroe.
Inserito nel Von Braun Center Entertainment Complex, è un immenso rooftop bar a due livelli, che offre piatti deliziosi e un’ampia selezione di cocktails.
Al piano inferiore trovate una spaziosa zona da pranzo interna ed un patio esterno,
mentre sul tetto c’è un rooftop bar dotato di bracieri e comodi posti a sedere, con vista sul Big Spring Park e sul centro di Huntsville.
Nella enorme hall di fianco vengono fatti spesso concerti o eventi pubblici, e sul rooftop bar spesso sessioni di musica dal vivo.

       

4° Giorno – Muscle Shoals, AL

Abbiamo lasciato Huntsville,
e ci siamo diretti verso la città di Muscle Shoals, AL.

Rinomata come “The Hit Recording Capital of the World”, negli studi musicali della piccola città di Muscle Shoals sono stati registrati
alcuni dei più grandi successi a livello mondiale degli anni ’60 e ’70, che ancora oggi noi non smettiamo di ascoltare con grande passione … io poi soprattutto.
La particolarità è che questi studi continuano ancora tutt’oggi la loro attività di registrazione con gli artisti, che ritengono questi luoghi quasi “sacri” per la loro amata musica.
La zona è anche conosciuta per essere stata la terra d’origine di W.C. Handy, il padre del Blues, e della straordinaria scrittrice attivista Helen Keller.
Qui si trovano anche la casa di Frank Lloyd Wright, e persino di alcuni siti legati alla storia dei nativi americani.

Il Wheeler Wildlife Refuge, a Decatur AL, è un posto davvero particolare, per chi vuole vedere alcuni degli degli uccelli più rari del Nord America.
Gli amanti del birdwatching, e gli appassionati fotografi come me, non possono di certo perdere questo posto in Alabama.
I volatili più importanti e carismatici qui sono le Whooping Crane (riconoscibili dal colore bianco, ma che sono rarissime) e le Sandhill Cranes (di un colore più verso il grigio).
Ogni anno, dalla fine di ottobre fino all’inizio di marzo, proprio qui al Wheeler Wildlife Refuge migrano ben più di 17.000 Sandhill Cranes!
Vedere di persona un numero così elevato di gru tutte insieme, mentre sono appollaiate, si foraggiano o interagiscono con altre gru nel refuge,
è di sicuro una delle esperienze naturali da fare in Alabama.

Sono stato all’Alabama Music Hall of Fame, a Tuscumbia, AL.
Questo edificio celebra ed onora i grandi talenti musicali dell’Alabama.
Qui si trovano cimeli originali della carriera di “alabamiani” famosi come ad esempio Lionel Richie, il gruppo Alabama, The Commodores, Nat King Cole,
W.C. Handy, Hank Williams e di molti altri artisti sono presenti nella sala espositiva di oltre 1.000 metri quadrati.

Per pranzo ci siamo fermati da Champy, famoso in tutta la zona per il suo gustoso rinomato pollo fritto!
(che vi ricordo che qui nel South è “deep fried” – in quanto l’usanza in questa regione è di friggerlo più volte in olio abbondante durante la sua preparazione)
Immancabili poi, e da non perdere, anche i pomodori verdi fritti
… per i quali io vi consiglio anche di leggere il libro e di vedere il famoso film
“Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”, ambientato in Alabama.

Ho visitato i FAME Recording Studios, a Muscle Shoals.
Questo è il famoso studio di registrazione, tuttora attivo, dove il suo fondatore Rick Hall registrò centinaia di successi mondiali …
tra cui dischi di Aretha Franklin, Wilson Pickett, Otis Redding, Etta James, Gregg Allman, gli Alabama, Steven Tyler, solo per citarvene alcuni tra i molti artisti che sono passati da qui.
Interessante la visita guidata dello studio, tra informazioni tecniche musicali ed aneddoti sulle sessioni di registrazione dei cantanti.

Mi sono recato poi all’imperdibile Muscle Shoals Sound Studio, a Sheffield, AL … wow!
Questo piccolo, ma famosissimo studio di registrazione ancora attivo venne aperto all’inizio del 1969 dalla Muscle Shoals Rhythm Section,
che tutti meglio conosciamo anche come gli “Swampers”:
David Hood al basso, Jimmy Johnson alla chitarra ritmica, Roger Hawkins alla batteria e Barry Beckett alle tastiere.
I quattro (che cominciarono a lavorare insieme inizialmente al FAME Studio di Rick Hall) divennero poi famosi nel settore discografico per aver suonato uno stile unico di R&B più funky
con artisti come Aretha Franklin, Wilson Pickett ed Etta James.
Questo divenne lo studio di riferimento per i più grandi nomi della musica, come ad esempio Cher, Bob Dylan, Paul Simon, Aretha Franklin, Rod Stewart, The Staple Singers,
Dire Straits, Mick Jagger, i Lynyrd Skynyrd (che scrissero la celebre “Sweet Home Alabama”), solo per citarvene alcuni che passarono al mitico: “3614 N Jackson Hwy”.
Molto appassionante il racconto del dietro le quinte durante la nostra visita guidata, con l’ascolto anche di alcuni brani famosi che furono qui creati e suonati,
lasciando un segno indelebile nella storia musicale, e nel cuore di molti di noi che amano l’America.
… per chi non lo avesse fatto, io vi consiglio di vedere il bellissimo documentario/film
“Muscle Shoals – Dove nascono le leggende”, per scoprire e sentire il potere della musica ed entrare in contatto con il misterioso coinvolgente sound
delle paludi più remote del profondo Sud degli States.

Abbiamo fatto una visita alla casa natale di WC Handy, oggi diventato museo e biblioteca.
In questa capanna molto semplice, dove nacque e visse parte della sua vita William Christopher Handy (che tutti riconoscono ufficialmente come il “padre del Blues”)
oggi sono ospitate un’ampia collezione di documenti personali, manufatti e cimeli che ci raccontano meglio da vicino la vita e la storia di WC Handy.
Un artista fuori dal comune per l’epoca storica in cui ha vissuto.

Abbiamo fatto check-in al Marriott Shoals Hotel & Spa.
Marriott è sempre una garanzia.
Camere spaziosissime, e servizi di alta qualità.
L’hotel è relativamente grande (se ricordo bene ha circa 200 camere e 7 suites),
con un ottimo servizio Spa (peccato non avere avuto il tempo di provarlo per voi, eheh),
balconi privati con viste pittoresche sul Tennessee River e soprattutto un ristorante girevole a 360 gradi sulla sua torre Renaissance!

Abbiamo infine cenato da Odette.
Un ottimo ristorante di quartiere, nel centro storico di Florence AL, che serve piatti americani di alto livello con influenze meridionali ed internazionali.
Il tutto in un’atmosfera contemporanea, confortevole, e devo dirvi molto invitante.
Da consigliare assolutamente.

       

5° Giorno – Memphis, TN

Abbiamo lasciato Muscle Shoals,
e ci siamo diretti verso la città di Memphis, TN.

La prima tappa è stata il Frank Lloyd Wright – Rosenbaum House Museum.
La Rosenbaum House è una casa unifamiliare progettata dal famosissimo architetto Frank Lloyd Wright e costruita per la famiglia Rosenbaum, nella città di Florence, AL.
Questa rappresenta il suo noto concetto della casa “usoniana” (l’unico edificio di Wright in Alabama), ed è una delle sole 26 case usoniane costruite prima della seconda guerra mondiale.
La sua idea alla base di Usonia andava ben oltre la semplice progettazione di case relativamente più piccole.
Si trattava prevalentemente di combinare armoniosamente pianificazione architettonica, natura e design semplice … a misura d’uomo.
Le idee di Wright per Usonia nacquero dalla sua crescente attenzione verso la comunità, rispettando i materiali, al servizio dei bisogni umani.
E’ incredibile constatare come queste case familiari, progettate moltissimi anni fa da Frank Lloyd Wright (per quella che era la middle-class americana di quell’epoca),
avessero comunque allora un’idea già futurista portandolo ad essere precursore dei tempi rispetto al tema del rapporto con il contesto e della sostenibilità ambientale.

La seconda tappa è stata la Helen Keller home – Ivy Green.
Scrittrice, attivista e insegnante, Helen Keller è stata una tra le donne più straordinarie della storia americana.
Dedicò la sua vita al miglioramento delle condizioni dei non vedenti e dei non udenti in tutto il mondo, tenendo conferenze in più di 25 paesi.
Ascoltare la sua storia raccontataci è comunque toccante ed appassionante al tempo stesso.
Quando Helen Keller aveva solo 19 mesi, fu colpita da una malattia a quell’epoca sconosciuta (si pensa forse scarlattina o meningite), che la lasciò sorda e cieca.
Da giovane si sentiva perciò così isolata, quindi era una bambina molto indisciplinata ed incline per questo diciamo a numerosi capricci selvaggi.
Fu così che il padre decise fosse necessario darle un’istituzione più responsabile.
Nella sua autobiografia Helen Keller scrisse di quanto “la necessità di trovare in qualche modo alcuni mezzi di comunicazione” divenne per lei così urgente.
Importante per lei fu l’arrivo qui a Tuscumbia di Annie Sullivan che, nonostante la sua giovane età, divenne l’insegnante di Helen, fin da quando la bambina aveva 7 anni.
Annie si prodigò con generosa dedizione e passione per cercare di portare Helen a poter “comunicare” (e meglio) con il mondo che la circondava,
fino a farle scoprire nel tempo la possibilità di “parlare seguendo solo le vibrazioni” (pensate, senza che Helen potesse però sentire se stessa, la sua voce …
questa cosa mi ha colpito molto, mi ha fatto riflettere sul senso delle cose).
Qui ad Ivy Green, la casa di Helen Keller, si possono vedere arredi originali della famiglia Keller, oltre a molti oggetti e manufatti della vita di Helen.
Il sito (riconosciuto come National Historic Landmark) include la casa principale, il cottage natale, la cucina situata dietro la casa principale, i giardini splendidamente curati, così come una sosta alla famosa pompa del pozzo dove Helen Keller imparò a pronunciare la sua prima parola: “Acqua”!
Per tutta la vita, Helen Keller fu una grande sostenitrice dei ciechi e dei sordo-ciechi, e guidò anche il Lions Club nella loro missione per la vista.
Particolare è il suo discorso registrato, che potete ascoltare in filodiffusione nel giardino, che Helen tenne appunto al Lion’s Club,
chiedendo con passione il loro aiuto per insegnare a comunicare ai ciechi e ai sordi.

Per pranzo ci siamo fermati al Rattlesnake Saloon, a Tuscumbia, AL.
Un ristorante nato dall’idea folle di un uomo di costruire un ristorante sotto di una roccia.
Per arrivarci abbiamo fatto un “avventuroso trasferimento”, di un minuto circa, a bordo di un gigantesco pick-up.
All’interno, lo stile riflette quello classico dei saloons dei cowboys, con i tipici piatti dal sapore audace.

Dopo poco più di un paio d’ore di trasferimento in pullman, siamo infine arrivati all’hotel
Caption By Hyatt Beale Street, a Memphis, in Tennessee.
Questo boutique hotel 3 stelle superior si trova in una posizione attraente, nel centro di Memphis.
Situato alla base dell’iconica Beale Street, sulla riva del fiume Mississippi, il Caption by Hyatt Memphis si collega all’edificio principale dello storico William C. Ellis and Sons Ironworks and Machine Shop, accuratamente rimodernato, che lo collega all’adiacente hotel Hyatt Centric (con il quale condividono l’ingresso principale).
Così come tutto l’hotel, le camere hanno uno stile minimale, colorato ed eccentrico, talvolta fuori dal comune,
ma con quella garanzia di qualità che Hyatt mantiene sempre ad un ottimo livello, trasferendo un’atmosfera curata, gioiosa e divertente.
Molto bello il rooftop bar che, oltre per le splendide viste sulla città, offre musica dal vivo (ogni giovedì e domenica), insieme ad un vivace bar ben frequentato.
Il tutto a pochi passi da tutta la cultura, il cibo, e l’intrattenimento per cui Memphis è famosa.

       

6° Giorno – Memphis, TN

Ho fatto un tour guidato della città di Memphis,
legato ai temi della musica e dello U.S. Civil Rights Trail.

La prima tappa, immancabile per chi visita Memphis, è stata la Graceland di Elvis.
Quando Elvis Presley era un ragazzino, promise ai suoi genitori che avrebbe guadagnato un sacco di soldi ed avrebbe comprato loro la casa più bella della città, ponendo fine ad anni di sacrifici.
Questa affascinante e maestosa villa in stile revival coloniale fatta per sé e i suoi genitori (che io definirei gloriosamente bizzarra) rappresentava il compimento di quella promessa adolescenziale.
La straordinaria carriera di Elvis, durata per decenni, lo portò a diventare così famoso in tutto il mondo che il riconoscimento universale del suo nome prevale ancora forte tutt’oggi, e spiega perfettamente il motivo per cui è stato da tutti soprannominato: “Il Re Del Rock ‘n’ Roll”.
Con un audio-tour (vi viene consegnato un tablet + cuffie, che può essere impostato in più lingue, italiano compreso) potete visitare la mansion per scoprire gli aneddoti della vita personale di Elvis e vedere da vicino tantissimi suoi cimeli privati.
Il giro si completa poi con il grande complesso costruito intorno ed attiguo alla casa che, con molteplici esposizioni di varia natura (tra cui anche il museo delle auto private di Elvis) vi porta ad immergervi da vicino in quello che possiamo definire il più grande e completo museo del mondo dedicato ad Elvis Presley!
(Tanto per darvi un’idea di quanto proprio Elvis ha influenzato tra i primi il mio grande amore per l’America … quando io ho compiuto 18 anni, come regalo mia mamma mi diede proprio tre musicassette di interi albums con decine e decine delle più importanti hits musicali di Elvis! … da lì in poi la mia passione per gli States e per la sua gente è cresciuta sempre di più)

La seconda tappa è stato lo Stax Museum of American Soul Music, un luogo che io adoro da sempre, e che definirei “sacro” per la mia musica!
Il museo si trova nella storica ex sede della Stax Records, dove Jim Stewart ed Estelle Axton (dalle due iniziali di entrambi i cognomi, ST-AX, ne derivò poi il nome), trasformarono un piccolo cinema in uno studio di registrazione nel sud di Memphis … producendo da lì un’incredibile serie di importanti successi che hanno segnato la storia musicale americana e che ancora oggi emozionano il cuore.
Molti degli artisti e musicisti che registrarono allo Stax provenivano dai quartieri circostanti, dalle chiese locali e dalle scuole.
In un periodo in cui la segregazione e la tensione razziale era alta, questo studio non pensò mai alla razza, facendo lavorare insieme artisti bianchi e neri, ma si concentrò piuttosto sulla produzione del proprio suono unico che sarebbe stato ascoltato in tutto il mondo.
Nelle sue mostre permanenti il museo racconta la storia della Stax Records ed il ruolo della musica “soul” americana nel movimento per i diritti civili.
Tra i più importanti artisti della Stax (oggi soprannominata: Soulsville, U.S.A.) vi furono ad esempio Otis Redding, Sam & Dave, Rufus e Carla Thomas, Al Green, Aretha Franklin, Tina Turner, Albert King, Booker T. & the M.G. e centinaia di altri ancora.

La terza tappa è stato lo Slave Haven Underground Railroad Museum.
La Burkle Estate (conosciuta ora da tutti anche come “Slavehaven”), è una dimora ricca di storia, in quanto fece parte della “Underground Railroad”, una rete segreta in America che aiutava gli schiavi a fuggire verso la libertà negli stati settentrionali.
Esplorando i vari ambienti della casa, persino quelli “nascosti”, i visitatori possono conoscere da vicino la storia della schiavitù, della tratta degli schiavi e della vita quotidiana degli schiavi nella più ampia area di Memphis.

La quarta tappa è stata il National Civil Rights Museum.
Affiliato alla Smithsonian Institution, questo luogo, che espone moltissimi reperti del Movimento per i Diritti Civili, è davvero ben molto più di una semplice raccolta di reperti che rimandano ad altri tempi.
Il Museo si trova presso il vecchio Lorraine Motel a Memphis, dove Il 4 aprile 1968 il dottor Martin Luther King, Jr. fu purtroppo assassinato.
Uno tra i soli cinque siti internazionali di coscienza accreditati negli Stati Uniti, questo museo educa sul movimento per i diritti civili e sulla sua influenza sui movimenti per i diritti umani in tutto il mondo.
Attraverso numerose mostre interattive, attraversate così letteralmente cinque secoli di storia.
Il ricco patrimonio culturale fornito dal National Civil Rights Museum rappresenta per me un’eredità vivente per coloro che hanno gettato le basi per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza per le generazioni future.
Molto significativo, uno tra i migliori musei del genere che io abbia visitato finora.

       

7°/8° Giorno – Memphis, TN

Mentre durante le giornate ho partecipato al Travel South International Showcase
(il principale evento di marketplace del Sud degli Stati Uniti, nel quale oltre 400 professionisti del turismo si riuniscono per oltre 2 giorni di incontri intensivi … con l’obiettivo di promuovere le loro destinazioni, attirare sempre più visitatori a trascorrere più tempo nel “South USA”, e fare scoprire questa variegata regione) …

Durante le sere mi sono poi goduto il quartiere dei divertimenti di Beale Street,
che si trovava a poche centinaia di metri dal mio hotel.
Si tratta di tre isolati, nel cuore del centro di Memphis, pieni di locali notturni che offrono un crogiolo di musiche con band dal vivo, tra cui delta blues, jazz, rock ‘n’ roll, R&B, gospel e soprattutto soul. (che io adoro tantissimo)

Entusiasmante il concerto dal vivo che Marcus Scott, con la sua formidabile band, ha fatto per noi al New Daisy Theatre.
(che si trova proprio in Beale Street)
Nato e cresciuto proprio in questa città, famosa per la sua musica Soul, Marcus Scott è stata per me la migliore sorpresa musicale di tutto questo mio viaggio!
Con il suo appassionante modo di cantare, pieno di anima “black”, intrattiene e cattura il cuore del pubblico in un modo davvero affascinante.
Spero di poterlo vedere presto in Italia in un suo concerto, perché ascoltando la sua voce dal vivo posso dirvi che Marcus Scott per me è davvero già più che sulla buona strada per diventare presto un cantante soul tra quelli riconosciuti di altissimo livello internazionale.

Il New Daisy Theatre aprì inizialmente come cinema nel 1937, e fu poi convertito in un locale musicale negli anni ’80.
Da allora ha ospitato artisti famosissimi, come: Jerry Lee Lewis, Al Green, Bob Dylan, Nirvana, Justin Timberlake, Nelly, Oasis, Prince, Maroon 5, Foo Fighters, Keith Richards tra i tanti altri, solo per citarne alcuni.
Riaperto quest’anno, oggi il New Daisy Theatre è un luogo perfetto per tutte le età che ospita spettacoli, sia locali che nazionali, nonché eventi aziendali ed eventi privati.

       

9° Giorno – Memphis, TN

Si conclude così un’altra delle mie splendide esperienze americane, di quelle che io definisco sempre “a modo mio”.
(chi mi segue da molti anni sa bene di cosa parlo)
Torno con un ulteriore “bagaglio personale”, arricchito dalle connessioni con 12 stati unici,
nell’autentico South degli Stati Uniti, che coinvolgono:
con la loro storia, cultura, musica, montagne, spiagge, cucina, divertimento ed altro ancora.

       

Amo così tanto la “mia gente americana”:
piena di contrasti, questo lo so, certo, ma piena di una coinvolgente cultura così vibrante!

Venite a scoprire insieme a me
dove sono iniziate alcune delle pietre miliari più significative nella storia dei diritti civili degli Stati Uniti,
tra intrattenimento per famiglie, divertimento all’aria aperta e musica dell’anima:
… Travel South USA!

Vi invito a seguirmi e ascoltarmi fino alla fine dei miei tanti racconti:
Attraverso lo storytelling delle mie molteplici esperienze!

– Maurizio –

#CastleDreamsGETAWAYS

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Il fiore della pianta di cotone

Le marce per i diritti civili

La musica dell’anima

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Travel South Welcome Y’all!

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